Spirito del podista italiano/europeo

Si parte dalla mente e si finisce con il corpo.

Quali sono i pensieri di un podista? La risposta dipende da quando viene posta la domanda. Durante la corsa, si riscontra infatti un netto divario tra i pensieri che vengono formulati quando le cose sono ancora semplici e quelli che emergono quando la stanchezza inizia a farsi sentire. Mentre all’inizio di una corsa la mente è ancora libera di spaziare, quando si entra a pieno regime, l’attenzione viene rivolta esclusivamente al correre e al proprio corpo: “si parte dalla mente e si finisce con il corpo”.

Il presente paragrafo non si limita ad esaminare ciò a cui pensano i podisti, ma anche che cosa li infastidisce, quali nazioni sono maggiormente infastidite e da quali aspetti, quali motivi vengono addotti per non andare correre e che cosa li spinge a continuare.

L’ambizione del carattere degli italiani si palesa nel momento in cui si osservano i loro pensieri e il loro atteggiamento nei confronti della corsa. Quando è stato loro chiesto se avessero mai pensato di smettere, il 57% ha risposto "mai" (secondi rispetto al 60% registrato dalla Spagna), il 19% ha risposto "una volta" (la percentuale più elevata di tutte) e il 24% ha risposto "più di una volta" (al penultimo posto). In misura maggiore rispetto a tutte le altre nazioni, essi fanno progetti per il futuro (28%) durante la corsa, mentre detengono il secondo posto (dopo i tedeschi con il 41%) quando si tratta di saltare un allenamento per motivi lavorativi (37%). I podisti italiani saltano l’allenamento meno spesso rispetto al resto d’Europa, con solo il 12% che riesce con facilità ad accampare una scusa per non andare a correre. Il principale motivo per cui non andare a correre è rappresentato dagli infortuni (60%), mentre la trasmissione di un programma televisivo preferito registra la percentuale più bassa (8%). L’inquinamento atmosferico è il fattore che più infastidisce i podisti italiani (51%), i quali formano la più alta percentuale di europei che considera il traffico (44%) come motivo di disturbo. Le donne italiane che non amano andare a correre con il buio occupano il terzultimo posto della classifica (26%), laddove gli uomini italiani occupano invece il terzo posto (con il 20%).